Creedence Clearwater Revival
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| Creedence Clearwater Revival | ||
|---|---|---|
John Fogerty a Stoccolma nel 2005 | ||
| Paese d'origine | ||
| Genere | Rock and roll Roots rock Swamp rock Pop rock | |
| Periodo di attività | 1964 – 1972 | |
| Album pubblicati | 23 | |
| Studio | 7 | |
| Live | 2 | |
| Raccolte | 14 | |
| Sito ufficiale | creedence-online.net | |
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I Creedence Clearwater Revival sono stati un gruppo rock statunitense, attivo dal 1967 al 1972.
Indice |
[modifica] Storia del gruppo
[modifica] 1959-1964: The Blue Velvets
Prima della loro esplosione, avvenuta alla fine degli anni Sessanta, i californiani Creedence Clearwater Revival o, più semplicemente, Creedence o CCR, erano un trio di blues-revival nato a El Cerrito, nei pressi di San Francisco, composto dai tre compagni di scuola - classe 1945 - John Fogerty (chitarrista), Stu Cook (al pianoforte), Doug Clifford (batterista). Questo terzetto (nome originario: The Blue Velvets), per il primissimo periodo, ebbe un carattere prettamente strumentale. Solo all’inizio degli anni Sessanta, infatti, ai tre componenti, si aggiunse la voce Tom Fogerty, fratello maggiore di John (di quattro anni) e già idolo locale, per le sue esperienze come cantante in varie band della San Francisco’s Bayou. Nella prima metà degli anni Sessanta, The Blue Velvets avevano pubblicato alcuni brani per la Oakland Orchestra Records, che non avevano raggiunto risultati di mercato particolarmente incoraggianti. Fu in seguito a quest'esperienza che i quattro ragazzi variarono leggermente la line-up, affiancando alla chitarra solista di John Fogerty, una seconda chitarra (suonata dal fratello Tommy) e spostando Stuart 'Stu' Cook dal pianoforte al basso. La ricerca di un nuovo sound era appena cominciata.
[modifica] 1964-1967: The Golliwogs e la Fantasy Records
Nel 1964, sotto il nome di The Visions, cominciò la loro nuova collaborazione con la Fantasy Records di San Francisco, che in quel periodo, aveva appena lanciato sulla scena nazionale il jazzista californiano Vince Guaraldi. Al momento di pubblicare i primi singoli, però, il nome della band venne mutato in The Golliwogs, con riferimento a Golliwogg, un pupazzo-menestrello di un libro per bambini. Dei sette singoli realizzati dalla band in questi anni, si segnalò Brown-eyed girl, discreta prova r&b intrisa di un sound piuttosto “roots”. Fu in questo periodo che a prendere le redini del gruppo fu il minore dei Fogerty, che cominciò a scrivere tutti i brani e a divenire la vera anima del gruppo, che, così, mutò profondamente i suoi piani di ricerca musicale.
[modifica] 1968: Creedence Clearwater Revival
Alla fine del 1967, The Golliwogs cambiarono definitivamente nome in Creedence Clearwater Revival, e alla metà dell’anno successivo, pubblicarono il loro primo album, che riportava il nome della band. Il disco (500.000 mila copie vendute) non smentiva il profilo blues-revival di cui i quattro avevano sempre fatto un segno distintivo: memorabili le cover di I put a spell on you (primo singolo della band), Ninety-nine and a half (Won’t do) di Wilson Pickett e la celeberrima versione di Suzie Q, firmata Dale Hawkins, ed interpretata con un cipiglio quasi “hendrixiano”. L’album entrò in classifica al 52° posto.
[modifica] 1969: Bayou Country, Green River, Willy and the Poorboys
L’affrancamento dei CCR dal filone blues passò innanzitutto per Bayou Country, il loro secondo lavoro: il sound cominciò ad ammorbidirsi, modellandosi sul country tradizionale della West Coast. Il brano Born on the Bayou fu la esemplificazione di questa nuova sensibilità di John Fogerty, autore, fino al 1970, di tutti i testi e le musiche della band (esclusi i pezzi di revival, ovviamente). Bayou Country, oltre che per il suo piazzamento al 7° posto in classifica, si ricorda soprattutto per aver dato i natali al primo grande successo della band: la hit Proud Mary, 2° in classifica, proiettata ormai sulle strade del country-rock. Dopo pochi mesi fu la volta di Green river (1° in classifica), compatto album dalla duplice natura: rock e folk. L’album piazzò due brani nella Top10 (Green river e Bad moon rising), entrambi al 2° posto. In estate i CCR parteciparono al Woodstock Festival of Art and Culture. Furono, peraltro, i primi artisti ad esser contattati per parteciparvi. La loro performance, tuttavia, non trova spazio nel film/documentario che ricorda la tre giorni di rock più importante di quel periodo, perché ritenuta “sotto tono” dagli stessi CCR. Alla fine del 1969, il loro anno più prolifico, arrivò anche il concept-album Willy and the Poorboys (3° in classifica e 1.000.000 di copie vendute), il primo vero disco in stile Creedence, che proponeva, tra le altre, le hit Down on the corner e Fortunate son, quest’ultima divenuta, poi, un brano fisso nel repertorio dei Pearl Jam.
[modifica] 1970: Cosmo’s Factory, Pendulum
Con tre album sfornati in meno di un anno (1.000.000 di copie vendute a testa) e una tournée europea di cui resta famoso il concerto alla Royal Albert Hall di Londra, i Creedence arrivarono alla definitiva consacrazione mondiale nel 1970, con il disco Cosmo’s Factory, che piazzò sei singoli nella Top5. Cosmo’s Factory, con le sue 3.000.000 di copie vendute e con la sua 1° posizione in classifica, fu l’album più lungo e ricco di capolavori della band, da Up around the bend a Who’ll stop the rain, alla lunga cover di I heard it through the Grapevine di Marvin Gaye, fino a Travelin’ band. Con Pendulum, edito in dicembre, s’interruppe, stranamente, la tradizione che voleva in ogni album dei CCR almeno un brano di revival presente. In quest’album, John Fogerty esaltò la sua vena compositiva spaziando dal pop al funky e sfornando l’ultimo classico della band, Have you ever seen the rain. Per il resto, l’album fu riguardato dalla critica come un passo falso nel percorso dei Creedence, che, subito dopo la fine delle registrazioni, persero Tom (in cerca di fortuna da solista) e rimasero in silenzio fino al 1972. La band, tuttavia, rimase in auge per tutto il 1971, grazie alla pubblicazione del libro Creedence inside e ai postumi di Cosmo's factory.
[modifica] 1972: Mardi Gras e lo scioglimento
Il tentativo di “democraticizzare” la band attuato da John Fogerty in quello che fu l’ultimo disco dei CCR si basò sulla ferrea volontà di dar voce in maniera equa alla vena compositiva di tutti i componenti della band. C'è chi ha visto in questo comportamento di John, la volontà di mandare definitivamente a rotoli l'intero gruppo. Infatti, dei 10 brani che compongono il disco Mardi Gras, 3 sono scritti da ciascuno dei superstiti (che sembrarono definitivamente prosciugati nelle idee e nella brillantezza, nonostante qualche brano abbastanza apprezzato dal pubblico - Sweet-hitch hiker e Door to door su tutti); il decimo brano, invece, è la cover del classico Hello Mary Lou. Ad ottobre, i Creedence si sciolsero. Si ricomposero solo in un’occasione: nel 1980, per la ricorrenza del matrimonio di Tom.
[modifica] Formazione (1967-1972)
- John Fogerty (1945) - voce, chitarra, sax tenore, armonica, tastiere
- Tom Fogerty (1941-1990) - chitarra, voce
- Stu Cook (1945) - basso, voce
- Douglas "Cosmo" Clifford (1945) - batteria, voce
[modifica] Curiosità
- Il singolo Suzie Q del 1968 circolava su alcune radio della California già prima della sua pubblicazione.
- Il brano Walkin' on the water del 1968 è un riadattamento "acid" di un pezzo del periodo "Golliwogs" a firma di Tom Fogerty.
- Il brano Long as I can see the light del 1970 vede John Fogerty impegnato in un assolo di sax tenore, preludio alla virata pop del successivo album.
- Pur essendo sostanzialmente una single band, i CCR furono incredibilmente "eterni secondi" nella classifica dei singoli (mai primi, 5 volte secondi, 1 volta terzi e quarti rispettivamente), piazzando, invece, due album in testa alla classifica.
- I Creedence vantano un numero importante di brani contro la guerra in Vietnam, diventati tutti delle hit: Fortunate son da Willy and the Poorboys (14° in classifica), Run through the Jungle (2°) e Who'll stop the rain (4°) da Cosmo's Factory e, probabilmente, anche Have you ever seen the rain (8°), da Pendulum.
- In ogni album, i CCR inserivano sempre almeno un brano superiore ai 5 minuti: nel primo lavoro, Creedence Clearwater Revival (1968), Suzie Q; in Bayou Country del 1969, addirittura tre: Graveyard train, Born on the bayou e il loro pezzo di chiusura dei live, Keep on Chooglin; nel disco Green river (1969), Wrote a song for everyone; nel concept-album Willy and the Poorboys, i brani Effigy e Feelin' blue; nel quinto album, altri due brani: Ramble tamble e la cover di I heard it through the Grapevine (il brano più lungo di tutti, con i suoi 11 minuti); nel quinto disco, nuovamente tre: Pagan baby, Born to move e l'invenzione progressive Rude Awakening #2. Fa eccezione l'ultimo album che rompe anche con altre tradizioni (il cantautorato di John Fogerty e il suo ruolo da voce solista).
- Tra i brani dei CCR, si segnalano tre pezzi strumentali: Poorboy shuffle e Side o' the road (tratte da Willy and the Poorboys) e Rude Awakening #2 (da Pendulum).
- Durante il loro ultimo concerto tenutosi a Denver, i CCR ricevettero fischi e lanci di bottiglie.
- Nel 1975, i CCR hanno pubblicato un album contenente i loro successi antecedenti al 1968.
- Di tutti i componenti, solo John Fogerty è riuscito a sfondare come solista, dopo lo scioglimento dei CCR; Tom ha prodotto alcuni album fino al 1990 (anno della sua morte avvenuta per AIDS) senza particolare successo; a Doug e Stu si deve la ideazione del gruppo Creedence Clearwater Revisited, messo su quasi per gioco dai due e poi diventato molto apprezzato grazie all'album Recollection del 1998, nel quale sono stati riproposti i brani del repertorio 60's e 70's dei Creedence.
- Nel 1993, i Creedence sono entrati nella Rock and Roll Hall of Fame.
- Stu Cook è laureato in Giurisprudenza.
- Prima di suonare nei Nirvana, Kurt Cobain militò in una cover-band dei CCR.
- La canzone I have seen the rain di P!nk è una citazione di Have you ever seen the rain dei CCR e tratta anch'essa il tema del conflitto in Vietnam.
[modifica] Revival
Molti brani dei CCR (scritti da John Fogerty o facenti parte del bacino "revival") sono stati oggetto di numerose cover-version da parte di artisti e band di rilievo:
- I put on spell on you (1968) è stata riadattata, tra gli altri, anche da Marylin Manson;
- Una cover di Born on the Bayou (1969) è stata realizzata dai Broken Homes (vedi anche "Colonne sonore", di sotto)
- Tra le numerose cover di Proud Mary (1969), famosa quella del 1971 a firma di Ike e Tina Turner. In Italia, nello stesso anno, ne ha realizzato una interpretazione in TV Lucio Battisti.
- The Midnight Special (1969) è stata reinterpretata in una versione molto rockeggiante da Alvin Lee, già funambolico chitarrista e leader dei Ten Years After: il brano è tratto dal disco Pump Iron.
- Grazie al suo marcato sound hard, Fortunate son (1969) è stata reinterpretata da molti artisti del rock, quali Metallica e Pearl Jam.
- Who'll stop the rain (del 1970) è un brano fisso dei live di Bruce Springsteen, che in più di un'occasione lo ha cantato sul palco dei suoi concerti proprio in duetto con John Fogerty.
- Long as I can see the light (1970), dopo aver raggiunto la 2° posizione in classifica, è diventata, appena nel 1971, la traccia conclusiva dell'album d'esordio dell'artista on-the road Ted Hawkins.
- Una versione di I heard it through the Grapevine (1970) è stata portata al successo nel 2004 dalla cantante italiana Giorgia, nel suo Unplugged Tour.
- Una cover di Looking out my back door (1970) è presente nelle tracce bonus di Blooddrunk, sesto album del gruppo death metal Children of Bodom.
- Di Before you accuse me (1970) si ricorda una versione molto famosa di Eric Clapton "Slowhand" (il brano è stato scritto dal padre del blues, Bo Diddley, recentemente scomparso).
- Have you ever seen the rain (1970) si batte con Proud Mary per il titolo di brano più rivisitato dei CCR. Tra i vari artisti che hanno deciso di reinterpretarla, si annoverano R.E.M., Smokie, Ramones, Bonnie Tyler, Spin Doctors (1993) e, recentemente, Rod Stewart. Si ricorda anche una versione in italiano Improvvisamente il blu, cantata da I Camaleonti.
- Hello Mary Lou (1972), già pezzo forte di Elvis Presley è stata ripresa anche dai Queen.
[modifica] Colonne sonore
- La canzone Suzie Q fa parte della colonna sonora di Apocalipse Now di Francis Ford Coppola; la canzone si sente quando la barca risale il fiume alla ricerca del cap. Kurtz.
- La canzone Born on the Bayou fa parte della colonna sonora del film Swamp Thing e The return of the Swamp Thing e della colonna sonora del film Compagni di scuola, con Carlo Verdone, Christian De Sica e Massimo Ghini.
- La canzone Born on the Bayou, eseguita dai Broken Homes, fa parte della colonna sonora del film Nato il quattro luglio, di Oliver Stone, con Tom Cruise.
- La canzone Green River è stata usata nel videogioco GTA: San Andreas.
- La canzone Commotion è disponibile sotto forma di download a pagamento per il videogioco Guitar Hero World Tour.
- La canzone Bad Moon Rising fa parte della colonna sonora del film Il grande freddo e del film di John Landis Un lupo mannaro americano a Londra.
- La canzone The Midnight Special fa parte della colonna sonora del film Vacanze in America di Carlo Vanzina, con Christian De Sica, Jerry Calà e Claudio Amendola e Ai Confini Della Realtà con Dan Akroyd.
- La canzone Fortunate Son fa parte della colonna sonora del film Forrest Gump, con Tom Hanks e del film Die Hard 4, con Bruce Willis.
- Una cover della canzone Fortunate Son' è disponibile sotto forma di download a pagamento per il videogioco Rock Band (Electronic Arts).
- La canzone Looking out my back door fa parte della colonna sonora del film Il grande Lebowski.
- La canzone Up around the bend fa parte della colonna sonora del film Remember the Titans - Il sapore della vittoria, con Denzel Washington e della colonna sonora del film Micheal, con John Travolta, e fa parte della track list del videogioco Guitar Hero World Tour.
- La canzone Run Through The Jungle fa parte della colonna sonora dei film Tropic Thunder con Ben Stiller, Radiofreccia, di Luciano Ligabue, con Stefano Accorsi, Il Grande Lebowski e Air America con Mel Gibson e Robert Downey Jr..
- La canzone I Heard it through the Grapevine fa parte della colonna sonora del film Romanzo Criminale di Michele Placido.
- La canzone "Who'll Stop The Rain?" è parte della colonna sonora, ispirazione del titolo del film Who'll Stop The Rain? - I guerrieri dell'Inferno di Karel Keiz.
- La canzone Have you ever seen the rain, eseguita dagli Spin Doctors, fa parte della colonna sonora del film Philadelphia (1993), della colonna sonora del film L'altra sporca ultima meta (2006) e dell'episodio Senza fine della decima e ultima stagione di Stargate SG-1 (2006).
- Varie canzoni furono usate nella colonna sonora di Ralph supermaxieroe telefilm andato in onda sulla Abc dal 1981 al 1983.
- La canzone Have you ever seen the rain? è stata utilizzata nel film Un'impresa da Dio.
- La canzone "Long as I can see the light" fa parte della colonna sonora del film "State of play" con Russel Crowe e Ben Affleck (2009): si sente alla fine, quando scorrono i titoli di coda, sulle immagini del giornale che va in stampa.
[modifica] Discografia
[modifica] Album studio
- 1968 - Creedence Clearwater Revival (52° in Pop Chart, 500.000 copie vendute)
- 1969 - Bayou Country (7° in Pop Chart, 1.000.000 di copie vendute)
- 1969 - Green River (1° in Pop Chart, 1.000.000 di copie vendute)
- 1969 - Willy and the Poor Boys (3° in Pop Chart, 1.000.000 di copie vendute)
- 1970 - Cosmo's Factory (1° in Pop Chart, 3.000.000 di copie vendute)
- 1970 - Pendulum (5° in Pop Chart, 1.000.000 di copie vendute)
- 1972 - Mardi Gras (12° in Pop Chart, 500.000 copie vendute)
[modifica] Album Live
- 1973 - Live in Europe
- 1980 - The Concert (tratto dal concerto alla Royal Albert Hall di Londra, 14-15 aprile 1970.
[modifica] Raccolte
- 1972 - Creedence Gold
- 1973 - More Creedence Gold
- 1976 - Chronicle, Vol. 1
- 1981 - Creedence Country
- 1985 - At the Movies
- 1986 - Chronicle, Vol. 2
- 1995 - Hot Stuff
- 1998 - Ultimate Collection
- 1999 - Rollin' on the River
- 2001 - Creedence Clearwater Revival: Box Set
- 2003 - Bad Moon Rising: The Best of Creedence Clearwater Revival
- 2005 - CCR Medley
- 2005 - Greatest Hits
[modifica] Altro
[modifica] The Golliwogs
[modifica] Creedence Clearwater Revisited
- 1998 - Recollection
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale
- Creedence Clearwater Revisited
- CCR. Ondarock.it
